Ciao,
nello scorso articolo su come arrangiare una melodia data, ho parlato in generale dell’uso degli strumenti per eseguire questa operazione.
Oggi andiamo a vedere concretamente come si procede.
Prendi, allora, una melodia che hai usato precedentemente e su cui hai già lavorato.
Cerca di analizzarla per vedere se ci sono abbellimenti o note di passaggio che hanno valori piccoli (tipo le semicrome): toglile se le trovi, creando in questo modo l’ossatura melodica, quindi le note principali della melodia.
Ora cerca e scrivi il basso migliore (questa è sempre la prima cosa da fare, qualunque sia l’armonizzazione e la strumentazione) e strumenta questa ossatura affidando la melodia ad un primo strumento melodico (quello che più ti ispira per questa determinata melodia) e il basso alla chitarra, con un minimo di accompagnamento ritmico.
Se non conosci o non suoni questo strumento, all’inizio potrebbe crearti un po’ di problemi: abbiamo infatti sei corde da suonare con quattro dita e (quasi) tutte le note possono essere suonate in vari punti della tastiera.
Quindi bisogna sempre fare attenzione alla diteggiatura da usare, soprattutto se vogliamo affidare a questo strumento degli accordi (meno problematico è se facciamo suonare una nota sola alla volta).
Per questo ti consiglio, all’inizio, di affidarle un semplice accompagnamento ritmico: in questo caso gli accordi saranno suonati su tutte le corde con un ritmo specifico della mano destra che avrai stabilito in precedenza.
Volendo usare un pianoforte, vedremo che questo strumento ci permette di suonare tranquillamente insieme la melodia, il basso e l’accompagnamento senza particolari problemi e possiamo giocare molto su questa diversità: fai pure delle prove con differenti tipi di armonizzazione dello stesso frammento melodico mettendo l’accento, ogni volta, su un aspetto diverso (melodico, ritmico, accompagnamento, ecc.).
Prendiamo ora un insieme strumentale, come ad esempio un quartetto di fiati: in questo caso potremmo usare dei legni (flauto, oboe, clarinetto e fagotto) oppure un quintetto di ottoni (due trombe, corno, trombone e trombone basso) ed ora potrai sbizzarrirti ancora di più, soprattutto nella ricerca di controcanti da affidare ai singoli strumenti e lavorare sulla differente timbrica data, appunto, da questi strumenti diversi tra di loro.
Bene, una volta che avrai provato a creare qualcosa con questi strumenti, vedrai che la tua ossatura è completamente cambiata in meglio 🙂 e non ti resta che mettere sopra a questo arrangiamento la melodia vera e propria e … gustarti l’effetto!
Ma il lavoro di analisi ci aiuta anche ad identificare l’aspetto ritmico della melodia che spesso ci dà molte informazioni sul carattere interno della melodia stessa e agendo su di essa, grazie alla sua grande varietà, possiamo cambiare atmosfera e aspetto ad un’armonizzazione.
Ma di questo ne parleremo in un prossimo articolo 🙂
Mentre lo aspetti, ti consiglio di cliccare sull’immagine qui sotto e leggere la nuova pagina per approfondire ancora di più questo argomento: sono sicura che ti interesserà.

