Ciao,
dopo aver parlato dell’accordo di settima di dominante, dell’accordo di settima diminuita e dell’accordo di sesta, accordi che appartengono alla categoria delle cosiddette quadriadi, cioè accordi formati da quattro suoni, oggi voglio concludere questa sezione parlando dell’accordo di nona, cioè un accordo formato da cinque suoni (in alcuni trattati di teoria musicale questi accordi vengono chiamati quintiadi, ma questo termine non è molto usato).
Come per gli altri tipi di accordi, anche per gli accordi di 5 suoni, io posso costruirne uno su ogni grado della scala, maggiore o minore che sia.
Anche qui, come per gli accordi di settima, avremo che sul V grado della scala maggiore trovo l’accordo di nona di dominante, che altro non è che l’accordo di settima di dominante con la 9° maggiore formato dalle note SOL – SI – RE – FA – LA (nella scala minore il LA è bemolle).
Anche questo accordo risolve sull’accordo di tonica: praticamente è identico all’accordo di settima di dominante con il LA che risolve (e quindi scende) sul SOL.
Questo accordo ha la caratteristica che, se tolgo la sua nota fondamentale, otterrò l’accordo di settima di sensibile (cioè l’accordo formato dalle note SI – RE – FA – LA).
E, avendo cinque note, avrà anche il IV rivolto con la 9° al basso, ma anche qui, come per le 7°, la risoluzione delle singole note non cambia, ovunque esse siano poste.
Nella pratica, però, capita spesso di non suonare tutte e cinque le note insieme.
Soprattutto su strumenti come chitarra o pianoforte, si tende a ometterne una, quasi sempre la fondamentale, che viene lasciata al basso o addirittura sottintesa e questo non è per pigrizia, ma perché l’accordo suona comunque chiarissimo e spesso anche più pulito.
Infatti sono proprio la 3° e la 7° a definire il carattere dell’accordo, mentre la 9° aggiunge colore.
Se vogliamo fare un esempio … pratico 🙂 è un po’ come aggiungere una spezia a un piatto che già funziona: non cambia la struttura, ma ne arricchisce il sapore.
Un’altra cosa interessante è che l’accordo di nona accentua ancora di più la sensazione di movimento verso la tonica.
Se già la settima di dominante spinge a risolvere, la nona rende questa spinta ancora più evidente, soprattutto se la 9° scende di grado, come ci aspettiamo.
Per questo motivo l’accordo di nona è molto usato quando si vuole dare maggiore tensione ma senza stravolgere l’armonia.
È una naturale estensione dell’accordo di settima: stesso ruolo, stesso comportamento, ma con un colore in più.
E come spesso succede, una volta capito il meccanismo, non resta che … sentirlo con le orecchie, più che con la teoria: la carta aiuta, ma la musica la sia ascolta ed quindi è sempre il suono che decide.
Gli altri tipi di 9° non andrò ad esaminarli perché comunque non sono di uso così frequente.
Se vuoi approfondire questo argomento ti consiglio di cliccare sull’immagine qui sotto e leggere la nuova pagina.

