Ciao,
quando si comincia a studiare la chitarra, uno degli ostacoli più comuni non è tanto imparare la forma di un accordo, quanto riuscire a farlo suonare bene.
Può succedere, infatti, che alcune corde non producano una nota definita, che compaiano vibrazioni indesiderate oppure che, durante il passaggio da un accordo all’altro, il suono perda precisione.
La buona notizia è che non si tratta necessariamente di un problema di forza o di … talento: molto spesso è una questione di coordinazione, posizione delle dita e allenamento.
Per migliorare, conviene quindi cambiare prospettiva: invece di cercare subito di eseguire molti accordi velocemente, è meglio imparare ad ascoltare e controllare ciò che succede sotto le dita.
Un buon esercizio consiste nel formare una posizione accordale e poi controllare le corde singolarmente: in questo modo puoi capire quali note stanno suonando bene e quali, invece, vengono bloccate accidentalmente.
Infatti una corda che non suona può essere sfiorata da un altro dito, oppure il dito che dovrebbe premere quella corda potrebbe non trovarsi nella posizione più efficace.
Questo tipo di verifica è molto più utile che limitarsi a ripetere l’accordo completo: permette di individuare esattamente il punto da correggere.
Uno degli errori tipici dei principianti, poi, è pensare che per ottenere un suono migliore sia sufficiente spingere maggiormente le corde: in realtà non è proprio così perché una pressione eccessiva può rendere la mano rigida e affaticarla inutilmente.
L’obiettivo, allora, è trovare il punto in cui la corda viene premuta in modo efficace, senza spreco di energia.
Controlla piuttosto le dita, mantenendole il più possibile piegate e utilizzando la punta per evitare di entrare in contatto con le corde vicine.
Anche la distanza dalla barretta metallica, chiamata anche fret (tanto per capirci è quella barretta verticale che separa i vari tasti della tastiera) è importante: piccoli aggiustamenti possono fare una differenza notevole nella pulizia della nota.
Vedrai che con l’esperienza, questa ricerca diventa sempre più naturale.
Quando poi un accordo produce un ronzio, non conviene ripeterlo automaticamente decine di volte sperando che il problema scompaia, ma fermati e cerca di capire l’origine di quel ronzio:
- quale corda non suona?
- quale dito potrebbe interferire?
- la corda viene premuta correttamente?
- la posizione della mano è rilassata?
Una volta individuata la causa, modifica soltanto ciò che serve e prova nuovamente.
Questo metodo consente di utilizzare ogni errore come informazione utile per migliorare la tecnica.
Ricorda poi che non tutti gli accordi presentano lo stesso livello di difficoltà: le posizioni con il barrè, per esempio, possono richiedere un controllo maggiore della mano e risultare poco immediate per chi ha iniziato da poco.
Non c’è quindi motivo di trasformare il barrè in una gara contro il tempo ma piuttosto consolida prima le forme più semplici e sviluppa una buona coordinazione; quando poi arriverà il momento di studiare il barrè, sarà più facile affrontarlo con calma e correggere gradualmente le corde che non risultano ancora nitide.
Ancora: la tecnica chitarristica si costruisce attraverso la ripetizione: non è indispensabile dedicare ogni volta ore allo strumento, piuttosto è meglio esercitazioni brevi, purché frequenti, che possono aiutare a rendere più familiari i movimenti.
Puoi dedicare ogni sessione a pochi accordi e concentrarti sulla loro qualità e, dopo averli controllati singolarmente, prova a collegarli lentamente.
Vedrai che con il passare dei giorni, le dita inizieranno a trovare le posizioni con maggiore naturalezza e anche i cambi diventeranno più fluidi.
Un’altra cosa importante da considerare è che studiare gli accordi soltanto come esercizio tecnico può diventare monotono: allora allenati a creare piccole successioni e ascoltare il risultato.
Prova a combinare gli accordi che conosci in modi diversi, modificando l’ordine e il ritmo dell’accompagnamento.
Non serve partire da una canzone precisa: anche una semplice sequenza di poche posizioni può diventare un ottimo esercizio: infatti oltre che a migliorare i cambi, questo approccio aiuta a familiarizzare con i giri armonici e può fornire idee per accompagnamenti, improvvisazioni e future composizioni (a questo proposito, ti invito a cliccare sull’immagine che trovi in fondo all’articolo per richiedere e scaricare subito sul tuo PC il pdf GRATUITO con tutti i giri armonici).
Prima di iniziare a suonare, abituati a fare una rapida verifica … mentale: dita nella posizione corretta, mano rilassata, nessun contatto involontario con le corde vicine e, dopo aver formato l’accordo, ascolta il risultato.
Se qualcosa non funziona, correggi la posizione e riprova.
Questa semplice abitudine, ripetuta nel tempo, permette di sviluppare maggiore consapevolezza dello strumento e riduce progressivamente gli errori.
Considera, comunque, che imparare a suonare gli accordi puliti richiede tempo: all’inizio è normale dover sistemare più volte le dita prima di trovare la posizione giusta e può capitare che alcuni accordi rimangano difficili più a lungo di altri.
La cosa importante è procedere per piccoli miglioramenti: prima ottenere note chiare, poi rendere più rapidi i cambi e infine inserire gli accordi all’interno di un accompagnamento musicale.
La tecnica arriva con l’esercizio, ma anche la capacità di ascoltare ciò che si sta facendo è fondamentale: quando precisione e continuità iniziano a lavorare insieme, gli accordi diventano progressivamente più naturali e la chitarra offre molte più possibilità per suonare, accompagnare e creare musica.
Bene, ora sai cosa fare per suonare bene i tuoi accordi, combinarli insieme e … divertirti!

