Ciao,
sono sempre ben felice di poter collaborare con Barbara nel trattare i vari argomenti che tu e gli altri amici di suonolachitarra chiedete di trattare e quindi saperne di più.
Oggi voglio parlare dell’uso degli effetti nella chitarra elettrica.
Potrei iniziare subito con la solita domanda: perché?
Chiaramente perché si vuole riprodurre quel sound che il nostro chitarrista preferito, o quel brano che dobbiamo suonare, richiedono in quel momento particolare e per fare questo non possiamo fare a meno degli effetti.
Questi oggetti però sono diabolici, in quanto possono in breve tempo diventare padroni del nostro suono e poi non se ne può fare a meno.
Quindi attenzione.
Per me il discorso va affrontato seriamente quindi è possibile anche averli tutti (ce ne sono tanti) ma usarli poco.
Comunque ti faccio un prospetto di come li utilizzavo io.
Nel periodo delle serate in piazza, avevo tre delay, ognuno con diverso ritardo:
- il primo come un riverbero
- il secondo con una ripetizione a tot micro-secondi
- il terzo a molte ripetizioni con intervallo più ampio (alla PINK FLOYD)
Avevo l’immancabile chorus e spesso mi portavo il wha-wha ma lo usavo raramente.
Suonando quasi sempre la stratocaster non potevo fare a meno dei due distorsori, uno regolato allo stesso volume del suono pulito e l’altro a volume più sostenuto.
Per gli ASSOLO non usavo il pedale dell’amplificatore perché perdeva di dinamica.
Chiaramente ai miei tempi gli effetti erano tutti rigorosamente analogici e forse oggi è meglio con il digitale e le varie pedaliere già fatte e collegate all’alimentatore (non ti dico la spesa per le batterie).
Comunque … fai un po’ tu: divertiti.
Ciao
(articolo scritto da Giuseppe Nardozzi)


