Ciao,
torniamo a parlare, oggi, degli effetti e dei pedali per chitarra elettrica e vediamo qualche dettaglio del chorus, del compressore e del delay (chiamato anche eco), tenendo presente che alcuni possono essere inclusi nell’amplificatore (quindi verifica bene prima di procedere con l’ acquisto).

Il delay (chiamato comunemente eco anche se in modo improprio, dato che questo termine inglese significa ritardo) riproduce il segnale d’ingresso, suddiviso in componenti separate, una delle quali viene ritardata e reintrodotta nel segnale originale, per tot volte e a tot distanza di tempo (anche alcuni secondi).
Wikipedia dice che
“il suono ritardato può a sua volta essere reintrodotto nel sistema di delay, producendo una sequenza di echi.
In genere, il suono ritardato è riprodotto a un volume inferiore all’originale, cosicché la sequenza di echi sfuma nel tempo, come un’eco fisica in determinate condizioni di acustica”.
Su questo effetto è possibile anche regolare il volume dell’effetto stesso, il rapporto tra il segnale originale e le sue ripetizioni (1/2, 1/4, 1/8, 1/16, ecc.) e la lunghezza temporale del ritardo: in questo caso potremmo benissimo fare in modo che le ripetizioni vadano a tempo con il ritmo del brano stesso.
È un effetto molto usato nella musica leggera: Brian May dei Queen propone un assolo in Brighton Rock basato esclusivamente sul delay mentre i Pink Floyd lo hanno usato in One of These Days o in Another Brick in the Wall.

Il chorus è un effetto che si adatta bene a molte situazioni.
Qui il segnale della chitarra, che verrà combinato con quello in uscita, passa attraverso una o più linee di ritardo (controllata/e tramite un oscillatore a bassa frequenza che genera un effetto doppler periodico), creando così un suono molto più ricco, anche se leggermente dissonante (la dissonanza sarà maggiore quanto più alta sarà l’ampiezza determinata dall’oscillatore).
È possibile controllare l’intensità dell’effetto e, tramite l’oscillatore, anche la variazione del ritardo e quella di altezza del suono modificato.
Grazie al compressore verranno messe in evidenza le frequenze medie, in quanto quelle estreme sono compresse: il suono in uscita, allora, ha un’ampiezza ridotta, una banda più stretta e risulterà più omogeneo e corposo.
Tuttavia, se l’effetto non è di buona qualità, si può avere un aumento del rumore nel segnale, in particolare quando viene aumentato il sustain.
Se, nella catena degli effetti, il compressore è messo prima del distorsore, la distorsione sarà più ricca e più piena.


Soprattutto sul compressore, tenendo sempre conto del vostro target, e cioè i neofiti, a mio parere potevate aggiungere qualche informazione in più.
Ad esempio che, quando si alza considerevolmente il volume, l’impatto o la resa dell’effetto sul proprio suono cambia notevolmente.
Quindi sarebbe opportuno effettuare le varie regolazioni ed impostare l’effetto al livello massimo di volume con cui si suona.
Grazie Luigi per il tuo intervento prezioso 🙂
Ciao
Prego! 🙂