Ciao,
ritorniamo oggi a parlare di come realizzare una catena di effetti e vediamo altre possibilità e consigli (qui trovi la prima parte).
Ti ricordo che partiamo da una configurazione piuttosto classica, con un preamplificatore pulito.
Nell’articolo precedente abbiamo aggiunto overdrive, fuzz, compressore, riverbero e delay o echo.
Bene, allora procediamo pure.
Quando inseriamo un pedale volume nella catena di effetti, la sua posizione fa una grande differenza sul risultato finale.
Lo stesso pedale può comportarsi in modo molto diverso a seconda che venga collocato prima o dopo una distorsione.
Se il volume è posizionato prima della distorsione, agisce direttamente sull’ampiezza del segnale in ingresso: abbassandolo riduciamo la quantità di segnale che arriva al distorsore e, di conseguenza, diminuiamo anche la saturazione: in pratica qui il volume si comporta come un controllo di gain dinamico.
Se invece lo inseriamo dopo la distorsione, il carattere della saturazione rimane invariato: cambierà solo il livello sonoro complessivo, senza influire sul timbro o sulla quantità di distorsione.
Il volume può essere posizionato anche immediatamente dopo la chitarra: in questo caso svolge una funzione simile al potenziometro del volume dello strumento, anche se molti chitarristi percepiscono una risposta diversa, più progressiva o più comoda da gestire con il piede durante l’esecuzione.
Effetti come octaver, pitch shifter e harmonizer funzionano in modo diverso: analizzano il segnale in ingresso per riconoscere l’altezza della nota e poi la duplicano, la trasportano o la armonizzano, rispettivamente.
Per questo motivo è generalmente preferibile inserirli prima della distorsione, dove il segnale è più pulito e lo spettro sonoro meno complesso, facilitando il lavoro del pedale.
Detto questo, non esiste una regola assoluta: molto dipende dalla qualità dell’effetto e dal risultato che vogliamo ottenere.
Alcuni pedali moderni reagiscono molto bene anche dopo la distorsione e, in certi casi, possono offrire un suono più pieno o musicalmente interessante.
I pedali di equalizzazione e i looper sono probabilmente i più flessibili in assoluto e possono essere collocati praticamente ovunque nella catena: la scelta dipende da cosa vogliamo modellare o catturare (il suono diretto della chitarra, quello già distorto, oppure l’intera catena comprensiva di delay e riverbero).
Il noise gate, ovvero il riduttore del rumore di fondo, diventa utile quando l’insieme dei pedali inizia a generare ronzii o fruscii indesiderati: in genere conviene inserirlo dopo la distorsione e prima del riverbero, così da eliminare il rumore senza amplificarlo ulteriormente con gli effetti ambientali.
Infine, l’accordatore dà il meglio di sé se posizionato il più vicino possibile alla chitarra, preferibilmente prima di effetti di trasposizione, modulazione o saturazione.
Come questi, infatti, deve riconoscere correttamente le note suonate: un segnale pulito e non saturo rende l’accordatura più rapida e precisa.
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