Ciao,
oggi vorrei trattare un argomento di cui non mi sono mai occupata, qui su suonolachitarra, anche se diverse persone mi hanno chiesto una trattazione.
E allora, come mio solito 🙂 , eccomi qui, in questo articolo, a parlare delle scale orientali e in particolare delle scale arabe, che trasportano immediatamente l’ascoltatore verso paesaggi sonori ricchi di tensione, ornamentazioni e melodie affascinanti.
Quando si parla di scale arabe si tende spesso a immaginare un sistema musicale unico: in realtà il patrimonio musicale dei paesi arabi è estremamente vasto e comprende tradizioni sviluppatesi nel corso dei secoli in territori molto diversi tra loro e dall’Egitto al Libano, dalla Siria al Marocco, ogni area ha contribuito alla formazione di linguaggi musicali caratteristici, mantenendo però alcuni elementi comuni.
Uno degli aspetti che distingue questa musica dalla tradizione occidentale moderna è il ruolo centrale della melodia: mentre nella musica europea degli ultimi secoli l’attenzione si è progressivamente spostata sull’armonia e sulle successioni di accordi, nelle tradizioni arabe il percorso melodico rappresenta il cuore dell’espressione musicale.
Per questo motivo l’improvvisazione occupa una posizione fondamentale e il musicista dispone di una notevole libertà interpretativa.
Nel corso della storia numerosi studiosi hanno contribuito allo sviluppo della teoria musicale araba: attraverso il dialogo con culture differenti, tra cui quella greca e persiana, si sono sviluppati sistemi modali complessi che hanno portato alla nascita dei cosiddetti maqamat, strutture melodiche che costituiscono ancora oggi la base di gran parte della musica araba tradizionale.
Un altro elemento caratteristico riguarda la suddivisione degli intervalli: nella teoria moderna occidentale l’ottava è composta da dodici semitoni uguali; nella teoria araba, invece, vengono presi in considerazione intervalli più piccoli, spesso descritti attraverso il concetto dei quarti di tono.
Sebbene nella pratica esecutiva le sfumature possano variare da una regione all’altra, questa caratteristica contribuisce a creare sonorità molto particolari.
Per chi proviene da una formazione musicale occidentale può essere utile avvicinarsi ad alcune scale comunemente associate all’estetica araba, adattandole al sistema temperato e pur non rappresentando in modo completo la ricchezza dei maqamat, consentono di esplorare colori sonori immediatamente riconoscibili.
Tra le scale più utilizzate troviamo la Hijaz (i nomi che troverai qui sono quelli che si usano nella tradizione: tuttavia potrebbero essere non precisi se ci si riferisce ad un’area geografica piuttosto che ad un’altra), probabilmente quella che più spesso viene associata all’immaginario mediorientale.
Il suo elemento distintivo è la distanza tra il secondo grado abbassato e il terzo grado maggiore, un intervallo che genera una forte tensione melodica (potremmo dire che questa scala è uguale alla nostra scala maggiore occidentale ma con la seconda minore).
Qui abbiamo perciò i seguenti intervalli: 1, 2m, 3M, 4g, 5g, 6M, 7M, come risulta dalla tab qui sotto:
E-------------------------5-7-8-7-5-------------------------- B-------------------5-6-8-----------8-6-5-------------------- G-------------4-5-6-----------------------6-5-4-------------- D-------3-5-7-----------------------------------7-5-3-------- A-3-4-7-----------------------------------------------7-4-3-- E------------------------------------------------------------
Una variante più scura e intensa è rappresentata dalla scala bizantina, che mantiene la stessa atmosfera ma introduce una sesta minore, che possiamo considerare come una variante della scala modale frigia di dominante (cioè la scala costruita sulla dominante dalla scala minore armonica) con la variante della settima che qui è maggiore.
Avremo perciò una scala formata da: 1, 2m, 3M, 4g, 5g, 6m e 7M, come risulta dalla tab seguente:
E-------------------------4-7-8-7-4-------------------------- B-------------------5-6-8-----------8-6-5-------------------- G-------------4-5-6-----------------------6-5-4-------------- D-------3-5-6-----------------------------------6-5-3-------- A-3-4-7-----------------------------------------------7-4-3-- E------------------------------------------------------------
Ancora più particolare è la scala persiana, nella quale compare una quinta diminuita che contribuisce a creare un carattere enigmatico e ricco di tensione, dando luogo ad una scala formata da: 1, 2m, 3M; 4g, 5dim, 6m e 7M, come puoi vedere nella tab qui sotto:
E-------------------------4-7-8-7-4-------------------------- B-------------------5-6-7-----------7-6-5-------------------- G-------------4-5-6-----------------------6-5-4-------------- D-------3-4-6-----------------------------------6-4-3-------- A-3-4-7-----------------------------------------------7-4-3-- E------------------------------------------------------------
Queste tre scale possono essere usate senza problemi su di un accordo di settima di dominante, su un accordo maggiore (eventualmente con l’aggiunta della nona minore), su di un power chord oltre che, chiaramente, su un modo frigio 🙂
Molti chitarristi e improvvisatori incontrano per prima la cosiddetta scala araba senza sapere che, in ambito teorico occidentale, è generalmente conosciuta come frigia dominante.
È formata da: 1, 2m, 3M, 4g, 5g, 6m, 7m, e questa è la tab relativa:
E-------------------------4-6-8-6-4-------------------------- B-------------------5-6-8-----------8-6-5-------------------- G-------------3-5-6-----------------------6-5-3-------------- D-------3-5-6-----------------------------------6-5-3-------- A-3-4-7-----------------------------------------------7-4-3-- E------------------------------------------------------------
Questa scala compare in numerosi contesti musicali, dal flamenco alla musica klezmer, fino a molte produzioni rock e metal che cercano atmosfere esotiche.
Non tutte le sonorità arabe si basano su strutture maggiori. Esiste infatti un gruppo di scale che derivano da un impianto minore e che possiedono una forte personalità.
La prima è quella che in Occidente conosciamo come minore armonica.
Essa sarà formata da: 1, 2M, 3m, 4g, 5g, 6m, 7M, come puoi vedere qui sotto:
E-------------------------4-7-8-7-4-------------------------- B-------------------4-6-8-----------8-6-4-------------------- G-------------4-5-7-----------------------7-5-4-------------- D-------3-5-6-----------------------------------6-5-3-------- A-3-5-6-----------------------------------------------6-5-3-- E------------------------------------------------------------
L’intervallo tra il sesto e il settimo grado produce una tensione molto efficace sia nella composizione sia nell’improvvisazione.
Particolarmente interessante è invece la scala Nawa Athar.
Gli intervalli che la formano, quindi, sono: 1, 2M, 3m, 4aum, 5, 6m, 7m: come risulta dalla tab qui sotto:
E-------------------------4-6-8-6-4-------------------------- B-------------------4-7-8-----------8-7-4-------------------- G-------------3-5-7-----------------------7-5-3-------------- D-------4-5-6-----------------------------------6-5-4-------- A-3-5-6-----------------------------------------------6-5-3-- E------------------------------------------------------------
La presenza della quarta aumentata dona un carattere insolito che la rende immediatamente riconoscibile.
Più familiare all’orecchio occidentale è la Nahawand, sostanzialmente coincidente con la nostra scala minore naturale; essa pertanto sarà formata da: 1, 2M,3m, 4g, 5g, 6m, 7m, come si vede qui sotto:
E-------------------------4-6-8-6-4-------------------------- B-------------------4-6-8-----------8-6-4-------------------- G-------------3-5-7-----------------------7-5-3-------------- D-------3-5-6-----------------------------------6-5-3-------- A-3-5-6-----------------------------------------------6-5-3-- E------------------------------------------------------------
Grazie alla sua semplicità rappresenta spesso un ottimo punto di partenza per chi desidera esplorare il repertorio mediorientale.
Tra tutte le strutture analizzate, una delle più suggestive è la cosiddetta minore orientale, formata da: 1, 2M, 3m, 4aum, 5g, 6m, 7M, come risulta dalla tab qui sotto:
E-------------------------4-7-8-7-4-------------------------- B-------------------4-7-8-----------8-7-4-------------------- G-------------4-5-7-----------------------7-5-4-------------- D-------4-5-6-----------------------------------6-5-4-------- A-3-5-6-----------------------------------------------6-5-3-- E------------------------------------------------------------
Questa scala unisce elementi della minore armonica e della Nawa Athar, producendo una sonorità intensa, drammatica e ricca di tensione melodica: non a caso viene spesso associata anche alla tradizione della scala zigana ungherese.
L’interesse per le scale arabe non riguarda esclusivamente chi desidera suonare musica mediorientale: queste strutture, infatti, possono diventare strumenti preziosi per ampliare il proprio vocabolario musicale, costruire assoli più originali e sperimentare atmosfere differenti rispetto a quelle offerte dalle tradizionali scale maggiori e minori.
Per un chitarrista in particolare, ma per qualsiasi musicista in generale rappresentano un modo efficace per uscire dai percorsi abituali e scoprire nuove combinazioni melodiche: spesso bastano pochi intervalli caratteristici per trasformare completamente il colore di una frase musicale e … aprire la porta a idee inaspettate.
Nel prossimo articolo vedremo come applicare concretamente queste scale attraverso esercizi, pattern e semplici esempi di improvvisazione.
Intanto, se non conosci o non ricordi le scale modali, clicca qui e leggi tutti gli articoli presenti su suonolachitarra su questo argomento, mentre se vuoi approfondire di più l’argomento delle scale, clicca sull’immagine qui sotto e leggi la nuova pagina: sono sicura che ti interesserà 🙂


