Ciao,
torniamo a parlare dell’armonizzazione di una melodia e vediamo oggi l’importanza di prendere in esame il tempo e la battuta, che hanno un ruolo importante nell’armonizzazione: questo ci darà un’indicazione precisa su quale accordo mettere sul primo tempo di ogni battuta, sempre in riferimento alle note dalla melodia stessa.
Saranno infatti le note sui tempi forti della battuta che armonizzeremo per prime e gli accordi scelti devono necessariamente appartenere alla tonalità!
Qui parliamo di una melodia che non presenta modulazioni, e quindi gli accordi che utilizzeremo apparterranno tutti alla stessa tonalità.
Per quanto riguarda invece i tempi deboli della battuta, questi permettono un po’ più di libertà, considerando che possono essere armonizzati come quelli forti o meno: ad esempio l’armonizzazione del quarto tempo è piuttosto frequente in alcuni stili musicali particolari.
La parte debole del movimento, infine, può essere armonizzata con controtempi o con sincopi.
Ed ecco allora qualche esercizio pratico da svolgere:
- prendendo la nota MI e avendo presenti tutte le scale maggiori e minori, trova tutti gli accordi che posso mettere sotto questa nota.
In soldoni, qui dovrò trovare tutti gli accordi, in tutte le tonalità, che comprendono al loro interno, la nota MI - fare la stessa cosa con tutte le note della scala di DO maggiore (quindi RE, MI, FA, SOL, LA e SI)
- fare la stessa cosa con le note alterate (quindi DO#, REb, RE#, MIb, FA#, SOLb, SOL#, Lab, LA# e SIb)
- ora, scegli qualche melodia che trovi su questa pagina, dovrai trovare un basso che sarà solo nella posizione fondamentale, ignorando (in questo momento per questo esercizio) le sigle degli accordi che potresti trovare scritte sopra il pentagramma
- fai la stessa cosa ma ora il basso potrà essere in una delle tre posizioni (fondamentale o in uno dei due rivolti).
A questo punto, dopo aver trovato gli accordi che possiamo sottoporre ad una determinata nota della melodia, avrai sicuramente visto quali e quanti sono gli accordi che possono accompagnarla, sia allo stato fondamentale, che di primo o secondo rivolto.
Quando una linea melodica non modula, la parte del basso dovrà necessariamente far parte dell’accordo che abbiamo deciso mettere sotto le singole note della melodia.
Ricorda sempre che tutte le frasi che iniziano un brano devono affermare la tonalità, quindi normalmente la prima nota sarà accompagnata dall’accordo di tonica allo stato fondamentale.
Se capita che la prima nota ha un valore lungo (ad esempio una semibreve), puoi tranquillamente cambiare posizione dell’accordo usando, ad esempio, il primo rivolto dell’accordo di tonica nella seconda parte della battuta.
Se poi questa nota si ripete nella misura successiva, potresti mettere il secondo rivolto dello stesso accordo di tonica.
Cerca anche di usare il più possibile le cadenze.
Per oggi mi fermo qui.
Mentre aspetti il prossimo articolo, ti consiglio di cliccare sull’immagine qui sotto e leggere la nuova pagina: sono sicura che ti interesserà.


Buongiorno Barbara!
quindi, se io considerassi un tempo musicale qualsiasi, dovrei/potrei utilizzare nella battuta forte un accordo della scala senza modularlo, e nella battuta debole accordi anche modulati?
Così facendo, rimarcherei la tonalità della scala e utilizzerei le battute deboli con accordi di passaggio nel mio giro armonico?
Ciao Andrea,
sì, il ragionamento è corretto come linea generale: nei tempi forti puoi usare accordi diatonici per stabilizzare la tonalità, mentre nei tempi deboli puoi inserire accordi di passaggio o fuori tonalità per creare movimento.
Tuttavia considera che questa non è una regola fissa: anche sui tempi forti puoi usare accordi non diatonici.
Più che “modulare”, è meglio parlare di accordi di passaggio o dominanti secondarie.
Spero di averti risposto e di aver chiarito il tuo dubbio, senno’, scrivi pure.
Ciao
Barbara
Sempre molto interessante