Ciao,
voglio tornare oggi a parlare dell‘organizzazione di una sessione di studio chitarristico partendo un po’ più da … lontano 🙂
Prima di entrare nel vivo della questione, però, vorrei spendere due parole sulla progressione che possiamo fare con la nostra chitarra.
Infatti, in base al tuo livello strumentale, progredire sarà porre uno step sempre diverso al tuo suonare: più suoni, più impari cose nuove e più il tuo livello cresce spostando la … barra ancora più in alto.
E sicuramente la progressione deve prevedere un miglioramento a livello di tecnica e di suono ma anche a livello di repertorio.
Questo vuol dire che in una sessione di studio ci sarà una parte dedicata allo studio di nuove canzoni e una dedicata alla ricerca di suono su ogni singola canzone, in modo da evitare di suonarle tutte nello stesso modo: in soldoni bisogna evitare che, ad esempio, tutte le canzoni abbiano la stessa ritmica (tipo zum-pa-pa).
E queste due cose sono legate l’una all’altra: la tecnica permette di migliorare il proprio livello chitarristico, ma la si acquisisce solo con lo studio e l’allenamento.
Io consiglio sempre di partire da quello che ci piace: QUELLA determinata canzone ti fa impazzire e vuoi imparare a suonarla?
Bene, allora cerca gli accordi, la ritmica, se ci sono degli assoli chitarristici, ecc ecc. e parti da lì per cominciare ad imparare le cose che non sai fare.
In questo modo comincerai ad allenarti, a studiare, a risolvere i problemi chitarristici che quella canzone potrebbe porti.
Alla fine tutto questo ti porterà ad avere delle basi molto solide a livello tecnico, cosa che ti porterà, quasi senza accorgertene, di progredire.
Tuttavia bisogna fare attenzione ad essere scrupolosi in questa progressione: non devi accontentarti, infatti, del fatto che riesci bene, ora, a suonare quella canzone!
Ora devi prestare attenzione ad evitare le cattive abitudini che potresti prendere (o aver preso), come ad esempio una cattiva postura che potrebbe provocarti delle tensioni muscolari!
Posso assicurarti, infatti, che se i muscoli sono tesi … farai pochissima strada!
Ma se metti questo punto tra quelli da seguire in una sessione di studio, dedicandole qualche minuto ogni volta, allora sarai sempre capace di porti in modo positivo ogni volta che si presenta un nuovo problema da risolvere.
Questo non vuol dire che non avrai mai più il sentimento di frustrazione, il sentirti incapace di progredire, facendo scemare, piano piano, la tua motivazione.
Ma se sai cosa fare in questi casi, se hai dedicato del tempo ad allenarti in modo corretto, allora presto questa frustrazione sarà un lontano ricordo 🙂
E più sperimenti questo, più sai che sarai capace di reagire, di nuovo, in modo positivo, quando avrai altre … crisi.
E questo devi programmarlo fin dalla tua prima sessione di studio, facendo diventare questa cosa una buona abitudine nella tua giornata chitarristica.
Abbi fiducia in te stesso/a!
Se pensi di essere una schiappa … ecco, smetti di pensarlo!
Frasi come: “forse ce la farò”, oppure: “non suonerò mai così“, o, ancora: “è troppo difficile”, sono assolutamente distruttive e quindi da evitare il più possibile!
Non devi programmare le tue sessioni di studio in modo caotico ma sempre sequenziale: ogni cosa ne prevede un’altra.
Questo vuol dire che se hai preso in mano una chitarra ieri per la prima volta, non puoi pretendere oggi di riuscire a fare l’accordo di FA maggiore con il barrè!
Impara prima l’accordo di MI minore, LA minore, DO maggiore (tanto per fare qualche esempio pratico), comincia ad abituarti alle corde, al cambio degli accordi, alla coordinazione tra le due mani, ecc. e poi prova a fare l’accordo di FA maggiore.
E se non riesci a suonare quel determinato passaggio, vuol dire che è troppo difficile per te in questo momento oppure che devi ancora lavorarci su.
In un prossimo articolo su questo argomento, ti proporrò un metodo da seguire per programmare bene una sessione di studio.
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