Ciao,
torno oggi a parlare di improvvisazione, anche se ne ho già parlato altre volte, perché mi rendo conto che è un argomento sempre molto gettonato e richiesto.
Quando si improvvisa, non si sta semplicemente riproducendo qualcosa che qualcun altro ha già scritto ma si usano conoscenze, idee, suoni, ritmi, emozioni e li si trasformano in musica nel momento in cui si suona (in questo articolo ho messo la definizione che la Treccani dà di improvvisazione).
Questo, però, non significa che l’improvvisazione sia sinonimo di suonare note a caso, anzi: una buona improvvisazione nasce dall’unione di libertà e consapevolezza.
Più strumenti abbiamo a disposizione, più possibilità abbiamo di esprimerci, l’importante è capire quali sono quelli che ci servono in quel determinato momento.
Quindi per improvvisare NON è necessario possedere una particolare predisposizione musicale, l’improvvisazione NON è un qualcosa di estremamente complicato, al di sopra di … ogni sforzo umano ma è sicuramente una cosa che fa per noi, per me, per te, comuni mortali senza nessuna capacità sovrumana e senza nessun talento speciale per approcciarci ad essa!
E se ti sei detto/a:
“Non sono abbastanza bravo/a”; “Non conosco abbastanza la teoria”; “Non ho abbastanza fantasia”; “Non riesco a inventare delle melodie”, o, ancora, “L’improvvisazione non fa per me” …
… se hai voglia di imparare ad improvvisare, allora devi mettere momentaneamente da parte tutti questi pensieri, perché posso assicurarti che non è così 🙂 : l’improvvisazione non è un dono misterioso che alcune persone ricevono alla nascita e altre no ma è una competenza e, come tutte le competenze, può essere sviluppata attraverso la pratica.
Posso garantirti che è possibile improvvisare e anche piuttosto facilmente, anche se facilmente non vuol dire senza nessun tipo di impegno: un minimo di impegno ci vuole 🙂 !
Ma l’improvvisazione è possibile a tutti, nessuno escluso, senza il ricorso alla bacchetta magica e, a volte, senza grande fatica.
Questo non significa che tutti improvviseranno nello stesso modo: ognuno di noi ha il proprio modo di sentire la musica, il proprio gusto, il proprio carattere e le proprie influenze ed è proprio questo il bello.
L’obiettivo, quindi, non dovrebbe essere quello di improvvisare come il nostro chitarrista preferito ma quello di arrivare a usare la chitarra per esprimere le nostre idee.
E questo è possibile prestando attenzione non soltanto al cosa suonare, ma anche (o, forse, soprattutto) al come e al perché.
Quindi è importante dare un senso alle note, creare piccole frasi, lasciare spazio, ripetere e sviluppare un’idea, seguire il ritmo, riconoscere gli accordi che stanno sotto quello che suoniamo ma, soprattutto, sviluppare gradualmente quella sicurezza che ci permetterà di smettere di pensare a ogni singola nota e iniziare ad ascoltare quello che stiamo creando.
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