Ciao,
qualche giorno fa ho scritto un articolo (Definire il tempo musicale) in cui parlavo delle indicazioni di tempo che si trovano scritte sul metronomo.
Oggi vorrei fare un passo avanti e vedere come queste indicazioni, quando andiamo a suonare un brano, non sono (e non devono) essere interpretare in modo … rigido!
Infatti quelle indicazioni ci danno un riferimento importante sulla velocità con la quale affrontare il pezzo, ma sarebbe un errore pensare che, una volta stabilito il tempo, dobbiamo mantenerlo identico dall’inizio alla fine.
Il brano, infatti, può accelerare, rallentare, cambiare velocità e poi tornare al movimento iniziale.
E basta guardare una partitura per accorgerci che, qui o là, possono comparire diverse indicazioni che modificano temporaneamente il movimento: il compositore può voler rendere una frase più incalzante, accompagnare la conclusione di un passaggio con un rallentamento oppure riportarci alla velocità precedente dopo una variazione.
Per indicare questi cambiamenti vengono utilizzati soprattutto termini tradizionali italiani e tra le indicazioni più comuni possiamo quindi trovare:
- accelerando (abbreviato in accel.)
- allargando (abbreviato in allarg.)
- animato (abbreviato in anim.)
- a tempo
- calando (abbreviato in cal.)
- con moto
- istesso (o stesso) tempo
- più mosso
- rallentando (abbreviato in rall.)
- ritardando (abbreviando in ritard.)
- ritenuto (abbreviato in rit.)
- stringendo (abbreviato in string.)
- tempo primo
Ovviamente non dobbiamo pensare a queste parole come a delle … istruzioni completamente separate dal resto della musica ma vanno lette soprattutto in relazione a ciò che sta succedendo nella frase musicale.
Abbiamo, poi, due indicazioni interessanti: a tempo e tempo primo.
La prima indica che dobbiamo tornare al tempo che stavamo seguendo prima della variazione: se, per esempio, avevamo trovato un rallentando, dopo qualche battuta potremmo incontrarla per dirci che è il momento di tornare alla velocità che avevamo prima del rallentamento.
Tempo primo, invece, richiama il tempo iniziale del brano o della sezione.
È chiaro che in questo contesto il metronomo, pur essendo molto utile per stabilire e controllare una velocità, non ci aiuta affatto perché non mi … segue se trovo scritto in partitura un accelerando, per esempio.
Quando suoniamo il nostro strumento (qualunque esso sia), è importante imparare a riconoscere queste indicazioni in quanto un brano non è formato SOLO dalle note da suonare, ma (e, forse, soprattutto) da quelle note che si animano nel tempo.
La prossima volta, andremo a vedere tutte le indicazioni che possiamo trovare a livello di volume del suono e quindi parleremo della dinamica.
Mentre aspetti questo nuovo articolo, se vuoi approfondire di più l’argomento, ti consiglio di cliccare sull’immagine qui sotto e leggere la nuova pagina: sono sicura che ti interesserà 🙂


