Ciao,
tra gli elementi che distinguono un accompagnamento … piatto da uno ricco di carattere, lo shuffle occupa un posto di primo piano.
Questa è una delle tecniche ritmiche più utilizzate nel blues, nello swing e in molte produzioni rock, perché modifica la percezione del tempo senza cambiare la successione delle note.
Chi inizia a studiarlo tende spesso a concentrarsi sugli accordi, ma il segreto è un altro: il modo in cui vengono distribuiti gli accenti e la durata delle crome.
Quando una battuta contiene una serie di crome, non sempre queste devono essere eseguite in modo perfettamente regolare e nello shuffle la pulsazione assume un andamento più morbido, creando una sensazione di oscillazione che rende l’accompagnamento meno meccanico.
Per questo motivo è importante ascoltare con attenzione il risultato finale invece di limitarsi a leggere la notazione: infatti lo stesso pattern può trasmettere un’energia completamente diversa a seconda dell’interpretazione ritmica.
Oggi ti propongo 4 esercizi pratici (scritti, per comodità, sotto forma di tab).
Io scriverò due crome, ma tu dovrai suonarle con la prima nota più lunga (o stoppata, se preferisci) e la seconda più corta.
1) Shuffle con power chord stoppati (RE5 e DO5)
E------------------ B------------------ G-7-x-7-x-5-x-5-x-- D-7-x-7-x-5-x-5-x-- A-5-x-5-x-3-x-3-x-- E------------------
L’obiettivo di questo esercizio è quello di sviluppare la precisione della mano destra e il controllo dello staccato.
Dopo ogni accordo, allenta leggermente la pressione della mano sinistra per interrompere il suono; le crome vanno interpretate in shuffle.
2) Shuffle con triadi mobili (MI maggiore, RE maggiore e DO maggiore)
E-7-5-8-7-- B-8-7-8-8-- G-7-6-9-7-- D---------- A---------- E----------
Questo esercizio serve per migliorare i cambi di posizione mantenendo costante il groove.
Suona le triadi lasciando risuonare ogni accordo fino al colpo successivo.
3) Shuffle con basso alternato (accordi di DO maggiore e RE maggiore)
E-------------- B---3-----5---- G---4-----5---- D---3-----5---- A-3---3-5---5-- E--------------
Lo scopo qui è quello di coordinare il pollice (o il plettro) sulle corde basse con gli accordi sulle corde centrali: il basso scandisce il tempo, mentre gli accordi riempiono gli spazi mantenendo il feeling shuffle.
4) Shuffle con accenti variabili (accordi di SOL maggiore e LA maggiore)
E------------------ B-5-5-5-5-7-7-5-5-- G-5-5-5-5-7-7-5-5-- D-5-5-5-5-7-7-5-5-- A------------------ E------------------
Qui accentua il primo, poi il terzo, quindi il quinto e infine il settimo attacco della battuta.
Questo esercizio abitua a controllare la dinamica, una qualità fondamentale negli accompagnamenti swing e blues.
Una volta compreso il funzionamento dello shuffle, prova a costruire sequenze personali.
Ricorda che non serve utilizzare accordi complessi: anche due accordi semplici possono dare vita a un accompagnamento efficace se il ritmo è solido.
Sperimenta con power chord, triadi, bicordi e accordi aperti, cambiando posizione sul manico e aggiungendo pause, stoppati o palm muting.
In questo modo svilupperai non solo la precisione ritmica, ma anche un accompagnamento più personale, adattabile a molti contesti musicali.
Ovviamente tu puoi applicare questi brevi pattern a tutti gli accordi che vorrai e a tutte le successioni accordali che ritieni opportune.
Se non conosci le diteggiature degli accordi, cliccando qui puoi trovare i principali nelle varie tonalità.
Bene, spero di averti dato qualche suggerimento utile.
Ti auguro, quindi, una buona …suonata 🙂

