Ciao,
dopo aver visto che ogni nota nasce dalla vibrazione delle corde (vedi l’articolo “Come è fatta una chitarra“), è il momento di capire come si ottengono altezze differenti e perché una chitarra acustica e una elettrica diffondono il suono in modo completamente diverso.
Se guardiamo una chitarra, saremmo portati a pensare che basta pizzicare una corda per ottenere una nota: in realtà, il funzionamento dello strumento è il risultato dell’interazione tra diversi elementi meccanici e, soprattutto, dei movimenti eseguiti dal chitarrista.
Uno degli elementi più caratteristici del manico della chitarra è la presenza delle sottili barrette metalliche che lo attraversano: questi elementi, chiamati fret o tasti, dividono il manico in una serie di posizioni precise.
Ogni volta che si passa da un tasto a quello successivo, la nota cambia di un semitono, cioè del più piccolo intervallo utilizzato nella musica occidentale; di conseguenza, basta spostare il dito di una sola posizione per ottenere immediatamente una nota differente.
La direzione dello spostamento determina anche l’altezza del suono: avvicinandosi al corpo della chitarra le note diventano progressivamente più acute, mentre tornando verso il capotasto si ottengono suoni sempre più gravi.
Sebbene la chitarra acustica e quella elettrica utilizzino corde che vibrano, il sistema con cui il suono arriva all’ascoltatore è differente:
- nella chitarra acustica il corpo dello strumento svolge un ruolo fondamentale: la cassa armonica raccoglie le vibrazioni generate dalle corde e le amplifica naturalmente, consentendo al suono di propagarsi nell’ambiente senza l’aiuto di apparecchi esterni
- la chitarra elettrica, invece, segue un principio diverso: le corde continuano a essere la sorgente del suono, ma il corpo dello strumento non è progettato per amplificarne le vibrazioni e se si suona una chitarra elettrica senza collegarla a un amplificatore, il suono prodotto è molto debole e può essere percepito soltanto a breve distanza. Per renderlo udibile entrano in funzione i pickup, dispositivi installati sotto le corde: la vibrazione delle corde metalliche modifica il campo magnetico generato da questi componenti, producendo un segnale elettrico che riproduce fedelmente il movimento della corda. Successivamente il segnale viene inviato a un amplificatore, che ne aumenta l’intensità, e infine a un altoparlante, il quale lo trasforma nuovamente in onde sonore.
Comunque sia, suonare la chitarra significa coordinare continuamente entrambe le mani, ciascuna con una funzione specifica:
- la mano sinistra stabilisce quale nota verrà eseguita, premendo la corda in un determinato punto del manico: modificando la lunghezza della parte libera della corda, cambia anche la frequenza della vibrazione e, di conseguenza, l’altezza del suono
- la mano destra, invece, è responsabile dell’attacco della nota: oltre a mettere in vibrazione le corde con il plettro o con le dita, controlla aspetti fondamentali dell’esecuzione come il ritmo, la velocità, l’intensità e il timbro e sono proprio questi elementi a dare personalità e carattere a ciò che si suona.
La chitarra è uno strumento semplice solo in apparenza: ogni nota nasce dalla vibrazione di una corda, ma la sua altezza dipende dalla posizione scelta sul manico, mentre il modo in cui quella nota viene percepita è determinato dalla tecnica utilizzata con la mano destra.
In definitiva, il funzionamento della chitarra si basa sulla perfetta collaborazione tra corde, tasti e mani del musicista: è questa combinazione a permettere di trasformare un semplice movimento in musica.
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