Ciao,
dopo aver dedicato qualche articolo agli effetti per chitarra elettrica, credo sia giunto il momento di descrivere la mia scelta operativa in merito agli effetti.
A seconda della situazione artistica che devo affrontare opto per quanto segue:
- quando ho bisogno di suonare la classica amplificata, normalmente adopero solo l’amplificatore sfruttando i suoi effetti interni (riverbero e delay)
- quando suono l’acustica e la jazz adopero lo stesso ampli (quello per acustica) mentre per la chitarra elettrica adopero due ampli diversi; uno per il suono clean e l’altro per il suono chrunc e distorto sfruttando la saturazione dell’ampli stesso per mezzo dei suoi controlli a pedale.

Per la situazione clean, acustica o jazz, uso una catena di effetti così composta:
- Accordatore
- Pedale volume
- Tremolo
- Chorus (uscita stereo)
- Flanger (uscita stereo)
- Delay (uscita stereo)
- Looper (uscita mono)
- Un pedale volume all’uscita del looper (solo per creare degli sfumati in certe situazioni)
L’uscita stereo normalmente dal vivo la gestisco così:
- il canale in uscita dall’ultimo effetto prima del looper, lo invio all’ampli (microfonato per dare segnale al banco mixer o a volte dall’ uscita in diretta)
- il canale in uscita dal looper, direttamente al banco mixer.
Se mi capita una situazione dal vivo dove non utilizzo il mio ampli, allora vado direttamente al banco mixer con le uscite.
Nel caso della chitarra elettrica in ambiente live, cambio il sistema e cioè adopero due ampli, uno per il clean e l’altro per i suoni distorti.
In questo caso adopero due catene separate e vi descrivo il mio set up.
Prima di tutto accordatore, pedale volume, pedale wah wah e uno switch line a due vie in modo da inviare il segnale della chitarra alla linea 1 o alla linea 2.
- Linea 1: è esattamente uguale alla situazione precedente (per acustica o jazz ma tolgo il looper (in gruppo non lo adopero)
- Linea 2: è tutta dedicata alla saturazione del suono ma solo come rafforzativo delle già notevoli prestazioni dell’ampli; è composta come segue:
- Overdrive
- Distorsore
- Delay (è proprio un secondo delay dedicato a questa catena)
Vorrei sottolineare che non adopero noise gate alle fine delle catene perché, nel mio caso, non ho problemi di fruscii o rumori di fondo.
Occorre dire però che se si utilizzano tanti pedalini e magari in una cascata sola, potrebbe risultare necessario.
Mettiamo sul piatto della bilancia che in questo caso, qualche frequenza andrà sacrificata.
A questo punto rimane da dire ancora una cosa e cioè se adoperare il send – return dell’amplificatore per collegare gli effetti oppure entrare direttamente a fine cascata nell’input dell’ampli.
Io penso che se il tuo ampli ha il send – return. perché non farne uso?
Al limite utilizzerai un cavo in più (uno dalla chitarra all’ampli e due come entrata / uscita della tua catena effetti).
Se vai direttamente all’input dell’ampli userai due cavi solo, ma non è questa la discriminante.
Sfruttando il send-return, l’ampli mette a disposizione la catena effetti per tutti gli eventuali altri ingressi; nell’altro modo la catena effetti è solo per il tuo canale.
Bene!
A questo punto sono in conclusione di questo articolo.
Spero di aver in qualche modo contribuito a dare il mio modesto punto di vista su un argomento già ampiamente trattato da illustri professionisti .
Un consiglio: non smettere mai di sperimentare e di ricercare quel suono che in qualche modo ti può contraddistinguere perché tuo, anche se sappiamo che non è solo il suono a fare la differenza però sicuramente un buon suono e la tua soddisfazione sono un buon incentivo.
Un caro saluto e tante, tante buone note………..magari un po’ effettate.!!!!!

