Ciao,
oggi voglio presentarti un altro brano storico che, penso, tutti conoscano.
Si tratta di I’ve got rhythm (o I got rhythm) brano scritto da George Gershwin nel 1930, interpretato da moltissimi musicisti.
Wikipedia, a proposito di questo brano dice:
“La canzone fu composta da George Gershwin nel 1930 con i testi di Ira Gershwin ed era inizialmente parte del musical di Broadway Girl Crazy.
Dato l’enorme successo la canzone divenne uno standard e fu inserita in seguito nel film Un americano a Parigi.
Le versioni più popolari del brano furono cantate da Judy Garland, Ethel Merman ed Ella Fitzgerald“.
Oggi ti voglio proporre la versione e l’arrangiamento di Francesco Buzzurro, chitarrista jazz siciliano (oggi uno dei più apprezzati chitarristi italiani, considerato dalla rivista Musica Jazz come uno dei più talentuosi del panorama nazionale), che ha sviluppato una particolare maniera d’improvvisare ed è considerato un chitarrista di confine e fuori dagli schemi.
Ecco il video della sua interpretazione.


Francesco Buzzurro è un vero fenomeno.
Punto di riferimento mondiale della chitarra con corde in nylon e per la tecnica di improvvisazione su di essa, capace di mantenere un groove costante proprio mentre improvvisa.
La sua è una orchestra che mai fa mancare profonde emozioni.
Non per niente la borsa internazionale della cultura di Friburgo lo ha premiato come miglior chitarrista europeo.
E’ un fenomeno.
Come fa a non piacere Francesco Buzzuro!
E’ dotato di una tecnica formidabile e sa eseguire bene vari generi musicali; mi piacerebbe che sulla rete parlasse un po’ delle sue radici musicali e della tecnica, in particolare, sulla mano destra in quanto ho notato che lui utilizza la posizione classica per così dire alla Segovia, Gangi, ecc. che secondo molti insegnanti di chitarra risulta un po’ obsoleta.
Lo so che ad un certo punto non è molto importante come mettere le mani sullo strumento in quanto ciò che conta è il risultato (vedi altri chitarristi di fama internazionale famosi che si sono formati da soli …) ma mi piacerebbe capire i limiti di certe impostazioni per curiosità commentate da un grande come Francesco Buzzurro.
Desidererei una risposta.
Grazie.
allora, Alfonso, attendiamo insieme la risposta 🙂
Ciao
Carissimo Alfonso grazie innanzitutto per la tua stima e per avere espresso le tue curiosità in merito alla tecnica che utilizzo.
Hai perfettamente ragione sul fatto che trae spunto da quella targata Segovia/Tarrega.
Ho anche studiato con Alberto Ponce e tanti altri grandi ed ho capito che il vero grande maestro non ti obbliga ad usare necessariamente la sua tecnica ma ti aiuta a perfezionare la tua e a tirarne fuori il meglio dal punto di vista espressivo.
È bastato un tempo capire come tagliare le unghie dando loro la giusta rotondità per trovare un grande suono.
La tecnica che uso è fenomenale per la rapidità di scale e arpeggi, e adopero l’appoggiato solo se mi serve maggiore forza o in frasi molto cantabili.
Le scale le faccio sempre a 3 dita usando sostanzialmente la formula tremolo ovvero a-m-i.
Tutto qui.
Non ritengo si possa parlare di tecniche migliori o peggiori sulla chitarra e la sua storia lo dimostra.
Contano solo la Musica, l’espressività, la coerenza e la capacità di emozionare se stessi e il pubblico.
Cari saluti e buona musica!
Lo sto seguendo un po’ sulla rete.
E’ davvero bravo.
Ha una impostazione classica ma la abbina benissimo con il suono Swing.
A me piace moltissimo.
Mi piacerebbe incontrarlo.
Ohhh musicalmente intendo.
Ciao Davide, grazie x il tuo apprezzamento.
Magari ci becchiamo da qualche parte.
Se sei interessato a masterclass o ad organizzare un concerto dalle tue parti scrivimi.
Saluti.