Ciao,
dopo aver visto, nello scorso articolo, come fare una registrazione monofonica di una chitarra acustica, vediamo oggi cosa fare per fare una registrazione stereofonica.
In questo caso avremo due microfono che, in linea di massima, dovrebbero trovarsi alla stessa distanza dalla buca.
Vediamo, anche qui, qualche tipo di posizionamento dei microfoni.
Un buon posizionamento dei due microfoni può essere quello di metterne uno davanti al dodicesimo tasto e l’altro verso la parte in fondo al corpo (magari direzionandolo verso il ponte o comunque in quella direzione), anche molto distanti tra di loro.
L’importante, in questo caso, è fare attenzione a che le due tracce risultanti non siano fuori fase, col rischio che alcune frequenze si sommino e altre si sottraggano, dando luogo ad un suono sbilanciato.
Altro modo di posizionamento dei microfoni molto usato (non solo per la chitarre acustiche), è il cosiddetto posizionamento XY: in questo caso si tratta di tenere il più vicino possibile le capsule dei due microfoni, tenendoli con un angolo di 90° (ma anche qui si può personalizzare questo angolo a proprio piacere).
Un altro posizionamento, anche questo molto utilizzato (anche se può sembrare complicato da implementare, ma che, in realtà, è molto semplice e veloce una volta capito il funzionamento), è il cosiddetto posizionamento MS (che sta per Mid-Side, cioè Centrale-Laterale): in questo caso è meglio usare un microfono dinamico e la registrazione che ne risulta può essere lavorata anche successivamente, in un secondo momento.
Qui i due microfoni hanno una posizione coincidente: le capsule sono posizionate il più vicino possibile tra di loro (quasi si devono toccare), ma devono comunque essere ad una certa distanza dallo strumento.
Il microfono centrale di solito sarà a cardioide (ma può anche essere monodirezionale) e punterà direttamente sullo strumento, mentre il microfono laterale sarà a figura 8 e dovrà registrare dai due lati e non davanti a sé, registrando fuori asse di 90% rispetto al microfono centrale (quindi riprenderà il suono indirettamente dai lati).
Un ultimo posizionamento che voglio proporti e che dà dei bellissimi risultati è questo: un microfono resta sempre davanti al dodicesimo tasto (più o meno a 20 centimetri di distanza) o leggermente spostato verso il manico, mentre l’altro microfono viene posizionato sopra la spalla del musicista.
Se la chitarra è elettrificata e ha un piezo, il suo suono sarà catturato dall’interno, quindi avremo un suono molto sottile, metallico, un po’ … anonimo.
In questo caso, per effettuare una registrazione mono, combinando insieme il suono interno del piezo e quello esterno del microfono posizionato all’altezza del 12 tasto e a distanza di 20-30 centimetri avremo una risultante molto interessante: il piezo aggiungerà più attacco sulle corde, più frequenze basse e più enfasi nelle parti percussive.
Se poi usiamo il piezo in una registrazione stereo abbiamo un suono con più spazialità e un effetto meno statico, posizionando, ad esempio, un microfono a destra e uno a sinistra dello strumento, mentre il piezo viene lasciato al centro: in questo modo si recuperano i bassi e l’attacco delle parti percussive che sono al centro della registrazione.
Arrivati a questo punto, se vuoi approfondire questo argomento, ti consiglio di cliccare sull’immagine qui sotto e leggere la nuova pagina fino in fondo: sono sicura che ti interesserà 🙂

