Ciao,
diverse volte, su questo sito, ho associato il suonare la chitarra allo sport o alla ginnastica.
Oggi, allora, voglio affrontare questo aspetto un po’ più nel dettaglio.
All’inizio del percorso di apprendimento dello strumento, è comune sperimentare un forte entusiasmo che porta il neofita a dedicare un tempo eccessivo alla pratica della chitarra.
Tale comportamento, pur comprensibile, può risultare controproducente, poiché non tiene conto dei limiti fisici e della necessità di un progressivo adattamento muscolare, elementi essenziali in qualsiasi attività motoria complessa.
Per comprendere meglio questa dinamica ti faccio un esempio pratico paragonando il suonare la suonare la chitarra al ciclismo.
Una persona che non è mai salita in bicicletta non parteciperà immediatamente al Giro d’Italia: inizierà piuttosto con l’apprendere l’equilibrio, percorrendo brevi distanze in pianura, poi tratti più lunghi, fino ad affrontare le salite e, solo dopo un lungo periodo di allenamento, potrà competere in gare di alto livello.
Tale progressione è considerata normale e necessaria in ambito sportivo.
Diversamente, chi inizia a suonare la chitarra tende a percepire questa attività come un semplice passatempo, un piacere o un divertimento (cosa verissima e che non bisogna mai dimenticare!), sottovalutando la dimensione fisica implicata nel gesto musicale.
Tuttavia, suonare la chitarra implica un coinvolgimento corporeo significativo e richiede un controllo muscolare fine e coordinato.
In questa prospettiva, è legittimo affermare che suonare la chitarra costituisce, a pieno titolo, una forma di attività sportiva e, come tale, dovrebbe essere trattata.
Durante lo studio, infatti, i muscoli delle mani, delle braccia e, più in generale, del corpo intero, possono irrigidirsi senza che il musicista ne sia pienamente consapevole.
Questa tensione può persistere anche al termine della sessione, ostacolando la fluidità dei movimenti e, di conseguenza, il progresso tecnico.
Per prevenire tali problemi, è opportuno adottare strategie analoghe a quelle utilizzate nella preparazione atletica.
Innanzitutto, è fondamentale dedicare un tempo al riscaldamento muscolare, eseguendo brani semplici o esercizi familiari — come una progressione di accordi o una scala — al fine di favorire la mobilità e l’elasticità.
Inoltre, l’esecuzione lenta e controllata dei movimenti consente ai muscoli di rilassarsi e di interiorizzare i gesti in modo naturale.
È altresì consigliabile introdurre pause regolari nello studio (ad esempio, cinque minuti di riposo ogni venti di pratica), per permettere al corpo di recuperare.
Sebbene tale indicazione possa apparire banale, essa rappresenta una condizione imprescindibile per raggiungere nel tempo un alto livello tecnico e una maggiore consapevolezza corporea.
Prestare attenzione alle proprie sensazioni fisiche durante l’esecuzione è un esercizio di auto-consapevolezza fondamentale.
In particolare, occorre monitorare la postura delle spalle, delle braccia e delle dita, poiché la tensione accumulata in una parte del corpo (ad esempio nelle spalle) può ripercuotersi negativamente sulla destrezza delle dita.
Solo imparando a distinguere tra una tensione necessaria (come la contrazione del dito che preme una corda) e una tensione superflua (come quella che può manifestarsi nella spalla sinistra durante l’esecuzione di un accordo complesso, quale il Fa maggiore in posizione di barré) sarà possibile suonare in modo efficiente, rilassato e duraturo.


