Ciao,
ritorniamo a parlare della teoria musicale perché, alla fine, è questa che ci aiuta a capire cosa stiamo realmente suonando.
All’inizio è normale concentrarsi soprattutto sulla pratica: si imparano accordi, si seguono tutorial, si provano assoli e accompagnamenti e per un po’ questo metodo funziona anche bene.
Il problema nasce quando si iniziano a incontrare argomenti più complessi e ci si accorge di non avere gli strumenti necessari per interpretarli.
Capita spesso, ad esempio, di leggere spiegazioni sull’armonia o sull’improvvisazione senza riuscire a collegare quei concetti alla chitarra perché alcuni termini sembrano appartenere a un … linguaggio riservato agli addetti ai lavori e questo porta molti musicisti a sentirsi limitati o addirittura scoraggiati.
In realtà non è una questione di talento ma semplicemente il fatto che la musica possiede delle regole e una terminologia precisa: se non si conoscono le basi di questo linguaggio, anche le spiegazioni più semplici rischiano di diventare inutili.
Pensiamo a quante volte un chitarrista sente parlare di accordi con estensioni particolari, funzioni armoniche o scale usate nell’improvvisazione moderna: ecco, senza un minimo di preparazione teorica è difficile comprendere come applicare queste idee al proprio modo di suonare (e ricevo tante email a questo proposito).
È un po’ come avere a che fare con una lingua straniera.
Se si va in vacanza in un altro paese, conoscere qualche parola essenziale può essere sufficiente per cavarsela: ordinare da mangiare, chiedere indicazioni o fare una semplice conversazione.
Ma se ci si trasferisce lì per lavorare o per costruire qualcosa di più serio, allora diventa necessario conoscere bene la lingua, comprenderne le regole e saper comunicare con sicurezza.
Con la musica succede la stessa cosa: per divertirsi e suonare qualche brano può bastare un approccio intuitivo, ma quando si vuole crescere come musicisti, affrontare argomenti più avanzati o collaborare con altri, conoscere il linguaggio della teoria musicale diventa fondamentale.
Ecco perché studiare teoria musicale può fare una differenza enorme.
Non serve imparare tutto subito né affrontare uno studio … sterile: basta in realtà iniziare a costruire gradualmente una base solida che permetta di leggere la musica con maggiore consapevolezza.
Questo percorso, naturalmente, non interessa tutti allo stesso modo.
Chi prende la chitarra per svago e vuole semplicemente divertirsi con qualche brano può tranquillamente continuare a suonare senza approfondire troppo questi aspetti.
Al contrario, chi desidera migliorare seriamente, affrontare generi più sofisticati oppure lavorare nel mondo della musica, prima o poi dovrà confrontarsi con la teoria.
Avere una buona comprensione musicale significa infatti essere più autonomi nello studio, comunicare meglio con altri musicisti e affrontare nuovi argomenti senza sentirsi continuamente confusi.
Nel prossimo articolo vedremo come iniziare ad affrontare la teoria musicale in maniera pratica e accessibile, senza trasformare lo studio in qualcosa di pesante o troppo accademico.
Intanto, mentre aspetti questo nuovo articolo, se vuoi approfondire di più l’argomento, ti consiglio di cliccare sull’immagine qui sotto e leggere la nuova pagina: sono sicura che ti interesserà 🙂

